Se è vero, come recitava Agatha Christie, che un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova, forse qualcosa cova nel settore immobiliare.

E non pare nulla di buono.

Ci sono infatti 3 elementi che ci fanno riflettere seriamente.

Capiamo bene di che si tratta.

Metto qui sotto il video in cui spiego tutto, ma più sotto, per chi lo preferisce, c’è anche il classico nero su bianco… buona visione o buona lettura.

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I tre indizi che potrebbero fare una prova ci arrivano uno dal mercato italiano e due dai due più grandi mercati immobiliari mondiali.

Scopriamoli per gradi.

Partiamo dagli Usa.

La stampa specializzata, ad inizio dicembre, ci ha informato che il colosso finanziario americano Blackstone ha limitato i riscatti da un suo fondo immobiliare. Ufficialmente la decisione è stata presa perché le domande di riscatto avevano superato le soglie di guardia.

Ma la domanda che viene da porsi è se sia un isolato incidente di percorso o piuttosto la punta di un iceberg. 

A quanto scrive “Il Sole 24 Ore”, per il Fmi si tratta già di un potenziale rischio sistemico. In altre parole potenzialmente potrebbe partire una nuova crisi come quella del 2008.

Dall’altra parte del mondo un altro segnale poco rassicurante ci arriva dalla Cina.

Quest’anno il settore ha subito un brusco rallentamento a causa del tentativo del governo di limitare l’indebitamento dei costruttori di immobili. 

Le modifiche normative hanno provocato un calo delle vendite, un calo dei prezzi degli immobili e la sospensione della costruzione di abitazioni.

Il tutto ha portato ad una crisi immobiliare senza precedenti che ora il governo cinesa sta cercando di combattere, ma per ora c’è.

Ma veniamo ora all’Italia.

Per quanto riguarda il nostro bel Paese, dobbiamo considerare 3 elementi che potrebbero sfociare in una nuova crisi immobiliare.

Il primo elemente è sotto gli occhi di tutti e si chiama Superbonus.

Il superbonus ha creato una domanda artificiale, gonfiata appunto dai bonus fiscali, domanda che poi ha fatto schizzare i prezzi alle stelle.

Ma quando finirà l’incentivo fiscale, che succederà secondo voi alla domanda immobiliare ed ai prezzi? 

Rifletteteci su e passiamo al secondo punto, la Demografia,

I dati ufficiali dell’Istat ci dicono che gli italiani fanno pochi figli, che sul nostro territorio c’è una popolazione sempre più vecchia e che ci sono sempre meno abitanti.

Questi elementi demografici portano con la conclusione che a tendere in Italia ci sono troppe case.

E quando su un mercato c’è un eccesso di un bene a fronte di una domanda stagnante, il prezzo di quel bene inevitabilmente tende a scendere.

Parliamo ora del terzo elemento che si chiama Tassi di interessi.

Nell’ultimo anno, nel tentativo di frenare l’inflazione, le banche centrali hanno alzato tantissimo i tassi di interesse mondiali.

Ed i tassi alti hanno portato i mutui ad essere molto più costosi di un anno fa e su condizioni  molto peggiorative la domanda di mutui dovrebbe rallentare significativamente e con essa la domanda di acquisti immobiliari.

Ovviamente non posso prevedere il futuro, stiamo ragionando e ipotizzando uno scenario possibile, ma se, come dicevo all’inizio, 3 indizi fanno una prova, è decisamente probabile che per l’immobiliare si possa profilare un orizzonte decisamente non sereno.

Bene, a questo punto per ogni domanda non esitate a contattarmi perché anche per oggi è tutto, quindi vi saluto.

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Immobiliare: è in arrivo una nuova crisi? Meglio investire, aspettare o vendere?

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