In un mio precedente video che trovate sul canale youtube e che vi suggerisco di vedere, vi avevo già raccontato che, senza una riforma del sistema pensionistico, dal primo gennaio 2023, torneremo alla Legge Fornero, legge che in pratica prevede l’uscita dal mondo del lavoro a 67 anni e la possibilità di un’uscita anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi (uno in meno delle donne).

Ma il nuovo governo sta già lavorando a delle idee di riforma.

Capiamo insieme cosa prevede una di queste idee.

Metto qui sotto il video in cui spiego tutto, ma più sotto, per chi lo preferisce, c’è anche il classico nero su bianco… buona visione o buona lettura.

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Vi suggerisco anche la lettura/visione di :

Due soluzioni sul tavolo del nuovo Governo per la riforma delle pensioni sarebbero le così dette “Opzione Uomo” e “Quota 41”

Per metterla giù facile «Quota uomo» permetterebbe di andare in pensione già a 58-59 anni di età e con 35 anni di contributi, ma perdendo fino al 30% dell’assegno pensionistico. 

Con “quota 41”, invece, si andrebbe in pensione raggiungendo 41 come somma tra età e anni di contribuzione. Ma in questo caso, per evitare di ritrovarsi 40 enni pensionati, ci sarebbe una soglia minima di età al di sotto della quale non si può andare in pensione.

Entrambe le soluzioni permetterebbero di garantire una certa flessibilità in uscita, ma la la Cgil tuona «Mandare in pensione le persone riducendo l’assegno non è una strada percorribile».

Purtroppo amici sul tema di credere alle favole della politica mi sono già espresso chiaramente nel mio video che vi suggerisco di vedere “Italia, come vengono spesi i soldi delle nostre tasse? E cosa ci insegna ciò “.

Bene, a questo punto per ogni domanda non esitate a contattarmi perché anche per oggi è tutto, quindi vi saluto.

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PENSIONI: ln pensione a 58 anni? I progetti  «Opzione Uomo» e «Quota 41»

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