Quando una persona muore, tutti i suoi averi cadono in successione, cioè finiscono in quella procedura giuridica con cui si trasferisce il suo patrimonio agli eredi.

Questo ovviamente comprende anche tutto quello che ha in banca, sia che siano soldi liquidi sul conto sia che siano investimenti finanziari. Questo vuol dire che la banca, per imposizioni di legge, blocca tutto e solo dopo aver ricevuto dagli eredi copia della dichiarazione di successione potrà liquidare a ciascun erede la quota a lui spettante.

E la ripartizione tra gli eredi avviene secondo le regole legali della cosiddetta successione.

Un genitore, però, potrebbe voler dividere i propri averi secondo ciò che lui stesso ritiene più saggio e conveniente per gli eredi. E così, ad esempio, potrebbe riservare una quota maggiore ad un figlio più bisognoso degli altri o portatore di qualche disabilità.

Oppure ancora potrebbe voler lasciare una quota dei suoi beni ad una persona non prevista dalla legge successoria, magari anche all’amante. Ma si può fare? Come evitare che i nostri beni vadano a tutti i nostri eredi?

Capiamo insieme di cosa si tratta.

Metto qui sotto il video in cui spiego tutto, ma più sotto, per chi lo preferisce, c’è anche il classico nero su bianco… buona visione o buona lettura.

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I beni di ognuno di noi, al nostro decesso, vengono ripartiti tra i nostri eredi secondo la legge della successione legittima. 

Nello specifico i nostri eredi sono:

  • il coniuge anche se separato e non ancora divorziato;
  • i discendenti, cioè i nostri figli o nipoti in caso di premorienza dei figli;
  • gli ascendenti (genitori, in caso di mancanza di coniuge, figli e nipoti;
  • in mancanza degli altri parenti già citati fino ad ora, sono nostri eredi i collaterali, cioè fratelli e sorelle;
  • in mancanza di tutti gli altri già citati, diventano eredi tutti gli altri parenti fino al 6° grado.

E per la legge italiana, i nostri averi vengono divisi tra tutti i nostri eredi in base a delle quote prestabilite per legge.

Per evitare che ciò avvenga ci sono tre soluzioni. due sono soluzioni sono soluzioni tecniche, mentre la terza è una soluzione più all’italiana diciamo…

Le soluzioni tecniche sono il testamento e la polizza vita. Vediamoli entrambi e poi parliamo della soluzione all’italiana.

La polizza vita.

Un sistema per far sì che i nostri averi in banca non vadano tutti ai nostri eredi è investire tramite una polizza vita con una banca o un’assicurazione e nominare come beneficiario la persona a cui si vuol lasciare il denaro.

Quanto dovuto al beneficiario di una polizza vita, infatti, non cade in successione, cioè non viene diviso per legge tra gli eredi, ma viene liquidato unicamente al beneficiario indicato.

Ma veniamo ora alla seconda soluzione tecnica per lasciare i miei averi a chi voglio io, parliamo cioè del testamento.

Il testamento.

Il testamento, soluzione che ci permette di lasciare a chi vogliamo noi qualunque tipo di bene, quindi non solo i soldi in banca o gli investimenti finanziari, ma anche gli immobili.

Tecnicamente parlando, il testamento è quell’atto che ci permette di assegnare parte o tutti i nostri averi ad uno o più soggetti o anche ad associazioni di volontariato o alla chiesa.

È un atto che si può fare in forma pubblica, cioè dal notaio, o in forma olografa, cioè in privato senza notaio, ma facendo davvero molta attenzione a rispettare quanto prevede la legge in questo caso pena nullità del testamento stesso.

A questo punto, però, devo sottolineare che sia che si tratti di sottoscrivere una polizza, sia che si tratti di redigere un testamento, bisogna ricordare che alcuni eredi non possono essere esclusi del tutto dall’eredità, quindi dobbiamo comunque lasciare agli eredi legittimari le quote previste per loro dalla legge.

In caso contrario i “diseredati” o coloro che comunque hanno ricevuto meno di quanto previsto dalla legge, possono impugnare il testamento e chiedere al giudice di dare loro il maltolto. 

Ricordato e considerato ciò, però, saremo liberi di lasciare ad altre persone o enti tutto quello che vogliamo.

Veniamo ora al metodo più all’italiana, ovvero all’intestazione o cointestazione del conto corrente all’erede.

Intestazione o cointestazione del conto corrente all’erede.

Una soluzione molto amata in Italia, infatti, è quella aprire un bel conto corrente intestato all’erede beneficiario prima della morte. 

Questo passaggio, però, costituisce una donazione ed anche questa è impugnabile se non sono state rispettate le quote di legittima.

Soluzione simile è la cointestazione del conto corrente al soggetto che ne deve divenire beneficiario, cioè aprire un conto intestato sia a noi che alla persona di nostro favore.

In tal caso, andrà in successione solo il 50% del conto, mentre l’altra metà resta del cointestatario. 

Anche questa soluzione, però, può generare problemi: gli altri eredi legittimari, infatti, se fossero lese le loro quote di riserva, potrebbero andare dal giudice e rilevare che la contestazione è una finzione architettata solo per togliere loro quanto gli spettava per legge.

Bene a questo punto per ogni domanda non esitare a contattarmi, perché anche per oggi è tutto, quindi ti saluto.

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Eredità: come lasciare i miei soldi a chi voglio io?