Mentre le economie occidentali sono impegnate a contenere i dissesti economici causati dalla pandemia in atto, una parte di mondo è già al lavoro per ridefinire a proprio vantaggio i rapporti di forza che caratterizzeranno i prossimi decenni.

Nei giorni scorsi, infatti, è stata divulgata la notizia secondo la quale ad Hanoi, capitale del Vietnam, quindici economie dell’Asia-Pacifico hanno siglato il più grande patto di libero scambio del mondo, un accordo sostenuto dalla Cina, che esclude gli Stati Uniti e che rivoluzionerà il mondo.

Capiamo insieme di che si tratta. Ti metto qui il video in cui ti spiego tutto, ma, se preferisci, sotto ti metto anche il classico nero su bianco.

Buona visione o buona lettura

Il patto rappresenterà il 30% dell’economia e della popolazione globale e raggiungerà 2,2 miliardi di consumatori.

Quanto, approvato dai funzionari delle quindici economie coinvolte, rappresenterà il 30% dell’economia mondiale ed il 30% popolazione globale, coinvolgendo 2,2 miliardi di consumatori.

L’accordo prevede, nell’arco di 10 anni, l’eliminazione di una serie di tariffe grazie all’abbattimento delle barriere doganali, oltre a una lista di venti capitoli di nuove regole che toccheranno il commercio di beni, gli appalti pubblici, gli investimenti e l’e-commerce.

Il trattato, abbattendo i dazi fra i membri, favorisce la creazione di catene dell’offerta all’interno dell’area, nonché i reciproci scambi commerciali.

I Paesi che restano al di fuori dell’accordo, al contrario, possono subire la cosiddetta trade diversion, ossia avere più difficoltà ad esportare alcuni prodotti che saranno colpiti da dazi maggiori. 

In sintesi, viene incentivato il consumo e l’investimento nei confini dell’area interessata dal trattato.

Ad aderire, oltre ad Australia e Nuova Zelanda – unici Paesi non asiatici presenti nella lista – ci sono le grandi potenze dell’area, come Cina, Giappone e Corea del Sud. Presenti anche Malesia, Brunei, Singapore, Vietnam, Laos, Filippine, Tailandia, Cambogia, Myanmar e Indonesia. Assente, per ora, un Paese fondamentale come l’India che però, secondo gli osservatori, potrebbe rientrare nell’accordo in un secondo momento.

L’accordo è molto imponente e riguarda l’area del mondo a più rapida crescita economica, per cui è plausibile attendersi uno spostamento dell’asse economico mondiale verso oriente.

E questo, plausibilmente in futuro avrà un forte impatto anche sull’allocation di portafoglio dei tuoi investimenti.

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