Negli ultimi tempi il valore del dollaro si è portato velocemente da area 1,08 ad area 1,20, valore ai minimi degli ultimi due anni circa.

Questo veloce deprezzamento, oltre ad aver fatto partire le prime analisi e proiezioni che vedono il dollaro addirittura in area 1,50, ha acceso un dibattito sul futuro della finanza internazionale e molti sostengono che il dollaro stia perdendo il suo ruolo di valuta di riserva mondiale.

Capiamo insieme se è realizzabile nel breve video che trovi qui sotto. Sotto il video ti metto anche il classico nero su bianco, se lo preferisci.

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Il dollaro è la valuta di riserva internazionale (almeno) dalla Seconda guerra mondiale ed ancora oggi la forza dell’economia americana rispetto a quella degli altri Paesi continua a rendere il dollaro la valuta di riserva mondiale per eccellenza.

E questo nei fatti cosa vuol dire? Beh che

  • La maggior parte dei contratti di commercio globali, in particolare quelli legati alle materie prime come il petrolio, sono denominati in dollari.
  • Quasi il 40% del debito mondiale è emesso in dollari.
  • L’ 88% degli scambi giornalieri tra valute avvengono con il dollaro.
  • Le valute di molti paesi emergenti sono ancora legate da rapporti di cambio fissi con il biglietto verde.

Da tutto ciò deriva che la banca centrale americana ha l’onore e l’onere di dover supportare il sistema finanziario ed economico mondiale nei momenti di crisi.

A tal proposito in finanza c’è anche il detto che “Se l’America starnutisce, il resto del mondo prende il raffreddore…”.

Nei fatti, quando c’è una crisi economica globale, il dollaro e i titoli di stato americani, che sono considerati tra i più sicuri al mondo, agiscono come una sorta di assicurazione per i vari operatori finanziari.

Come succede sempre in questi casi la forte domanda in tempo di crisi fa si che si che il dollaro si apprezzi proprio durante la crisi e che si deprezzi in momenti crescita economica sostenuta.

La cosa che però sta facendo discutere è il deprezzamento che il dollaro ha registrato in questi ultimi giorni, deprezzamento che dovrebbe sottintendere che le cose andranno molto bene, da un punto di vista economico, in un futuro non troppo lontano.

Ma qualcosa non torna

Guardando altri dati però, sembra che qualcosa non torni. Infatti, i tassi di interesse sui titoli americani sono ancora bassi ed il prezzo dell’oro, classico bene rifugio, continua ad essere altissimo.

In tanti tendono quindi a spiegare questa anomalia come la fine del dollaro come valuta di riserva mondiale.

Ma nella sostanza la denominazione dei titoli, i contratti commerciali e la percezione degli investitori sono molto rigidi al cambiamento, per cui la situazione del dollaro non muterà così repentinamente.

Nel lungo termine ci si aspetta certo che altre valute, come lo yuan cinese, possano affiancare il dollaro nell’essere una valuta di riserva mondiale, ma ad oggi non ci sono valute che hanno i requisiti per prendere il posto del dollaro.

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