Nei giorni scorsi ho inviato, a tutti coloro che si affidano a me, la notizia secondo cui alcune banche italiane potrebbero iniziare ad applicare i tassi negativi sul conto corrente.

Ed in seguito al mio messaggio un ragazzo giovane mi ha risposto stupito “ma cosa vuol dire i tassi negativi?”.

Beh sinceramente la sua domanda mi ha un po sorpreso, ma mi ha aperto gli occhi su due cose : do spesso per scontati alcuni concetti per me “base”; grazie al disastroso livello dell’educazione finanziaria italiana, anche le basi non sono per nulla scontate.

Ed eccoci quindi a partire dalle basi: cosa sono i tassi di interessi?

Bene, cari amici, farò qualche semplificazione per rendere tutto più facile, ma passatemele…

Iniziamo ricordando come una banca tradizionale (le banche private fanno un altro mestiere) è una’azienda che si occupa di commercio. Commercia in un bene particolare che è il denaro, ma in fondo è commerciante.

Tecnicamente, infatti, viene definita “intermediario finanziario” in quanto il suo ruolo è quello di “intermediare”, ovvero far passare del denaro da chi ne ha in eccesso (in base alle sue esigenze del momento) a chi ne ha bisogno in quel momento (come per un mutuo ad esempio).

Ed ecco allora che il ruolo di commerciante della banca è più chiaro: prende i soldi che Paperone deposita sul conto (o con cui sottoscrive una obbligazione) e li presta (quelli di Paperone, ovvero i tuoi, non i suoi) a Paperino che invece deve rifare la camera per i suoi nipoti.

(Piccolo inciso: se vuoi capire se i “tuoi” soldi sul conto sono davvero tuoi, leggi I soldi sul conto sono davvero miei ? )

E nel svolgere il suo ruolo fa come ogni commerciante, ovvero si fa pagare da Paperino per i soldi che presta e “ringrazia” Paperone per quanto gli ha lasciato riconoscendogli una “ricompensa”, un rendimento.

Ma cerchiamo ora di capire che cosa è il tasso.

Paperino, ad esempio, chiede alla propria banca 100 euro per un anno. Passato l’anno Paperino restituisce alla banca, come pattuito, 105 euro. 100 sono quelli che ha ricevuto in prestito dalla banca, mentre i 5 in più sono remunerazione che chiede la banca per il prestito concesso. Bene, proprio quei 5 euro ogni 100, ovvero il 5/100, ovvero il più “famoso” 5%, rappresentano il tasso di interesse passivo di Paperino, cioè il tasso che paga.

Se invece, dall’altra parte, a Paperone la banca riconosce 2 euro ogni 100 che lascia sul conto sempre per un anno, proprio quei 2 euro su 100, ovvero il +2%, rappresentano il tasso di interesse attivo di Paperone, cioè il suo tasso di rendimento.

Ed ovviamente la differenza di 5-2 (quello che incassa da Luigi meno quello che paga a Paperone) cioè 3 è il margine lordo della banca.

Tutto chiaro? Credo di si. Ricorda bene, sto semplificando molto il tema della così detta “Tecnica bancaria” e del bilancio bancario, ma voglio che il concetto sia chiaro…

Ora capiamo il concetto di tassi negativi.

Per parlare però di tassi negativi, a questo punto, ci concentriamo solo sul caso di Paperone, ovvero di quanto la banca riconosce a chi lascia i soldi sul conto o a chi li mette nelle loro obbligazioni. Anche qui faccio una semplificazione marcata, per spiegare in termini semplici il concetto, passatemela…

Un tasso di conto corrente o di rendimento negativo vuol dire che Paperone, dopo un anno, trova sul suo conto meno euro di quanti ne ha messi inizialmente. Ovvero, se ne ha messi 100 e se ne trova solo 99, ad esempio, ha ottenuto un rendimento negativo di 1 euro ogni 100, cioè del -1%.

Quindi, facendo il conto “della serva” nelle tasche di Paperone, un tasso di conto negativo è più simile ad un “costo” che ad una remunerazione per i soldi depositati in banca.

Ma dire, come ho letto su Facebook, che la banca si fa pagare per i soldi sul conto, almeno tecnicamente, non è proprio corretto.

Il tasso negativo è un costo bancario?

Per capire questo dobbiamo prima approfondire un altro concetto. Dobbiamo parlare di come la banca definisce i tassi che riconosce a Paperone. Perché non lo fa “a caso”, svegliandosi la mattina e guardando dove tira il vento, ma ha dei parametri di mercato di riferimento.

Ancora una volta semplificando possiamo dire che la banca, nel definire il tasso di conto per Paperone, ha come riferimento i così detti tassi monetari o a breve termine, ovvero i tassi di rendimento che ad es. lo Stato riconoscerebbe a Paperone qualora i suoi denari, invece che in banca, li desse per un anno allo Stato stesso (tramite ad es. un Bot, un Buono Ordinario del Tesoro).

Cioè, se lo Stato riconosce a chi gli “presta” i soldi un rendimento del 1% sul Bot, la banca, più o meno, potrebbe riconoscere lo stesso tasso di conto corrente ai suoi clienti.

Questo appare ovvio. Ragionando come Paperone, se qualcuno mi offre l’1% per i miei risparmi, a parità di altre condizioni e rischi, mi aspetto che anche gli altri operatori del mercato monetario mi offrano lo stesso. Se no cambierei…

Ed è però qui che nasce il problema dei tassi negativi. Perché dal 2008, per contrastare la crisi, son state attivate politiche monetarie espansive, politiche che hanno via via ridotto i tassi di interesse del mercato monetario europeo.

“Dare” i propri risparmi allo Stato italiano per un anno, ad esempio, oggi comporta accettare un rendimento negativo dello -0,309%. Cioè se “affidassi” 100.000,00 euro dei tuoi risparmi allo Stato Italiano, tra un anno riceveresti solo 99.691,00 euro, senza considerare eventuali bolli e costi di transazione.

Se i 100.000,00 li affidassi allo Stato francese, riceveresti indietro solo 99.414,00. E se li affidassi allo Stato tedesco riceveresti solo 99.370,00.

Il “new normal” negativo

Pare assurdo, ma è proprio così.

Per contrastare la crisi economica le autorità hanno abbassato i tassi fino a portarli sotto lo zero. E questo è successo non solo per i tassi monetari, ma anche per quelli fino a diversi anni di scadenza.

In Italia i titoli di Stato hanno un rendimento negativo fino a 4 anni, in Francia fino a 10 anni ed in Germania addirittura fino a 30 anni.

(Puoi verificare questa cosa da solo sul sito https://www.investing.com/rates-bonds/world-government-bonds ).

Per tornare alla banca di Paperone, è ovvio che se i parametri per definire i tassi da riconoscere ai clienti sono negativi, anche lasciare i rendimenti a zero è un “regalo” fatto a Paperone. L’alternativa in tutta europa è negativa…

Alcune banche nazionali ed europee hanno recentemente annunciato di voler applicare tassi negativi ai loro conti correnti.

Se hai seguito bene tutto il discorso, a questo punto avrai chiaro che ciò accade semplicemente perché vogliono adeguarsi al mercato di riferimento e non fare una “furbata” a danno dei risparmiatori.

Spero che il concetto di tasso e di tasso negativo ti sia chiaro. Non ti spiego qui il legame tra crisi, politiche monetarie e tassi, perché dovrei fare un mezzo trattato di politica monetaria e macro economia.

Quindi…

Se l’idea dei tassi negativi ti spaventa, sappi che alcune soluzioni ci sono e per ogni tua necessità, mi trovi QUI .

Visto che sei arrivato a leggere fino alla fine, ti suggerisco anche la lettura di :

tassi negativi: che vuol dire? E perche?

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.

#riccione #rimini #cattolica #gabiccemare #sangiovanniinmarignano #morcianodiromagna #misanoadriatico #consulentefinanziario #consulenzafinanziaria #consulentefinanziarioriccione #consulentefinanziariorimini #consulentefinanziariocattolica #educazionefinanziaria #mercati #finanzacomportamentale #finanza #risparmio #investimenti #tassinegativi #rendimento