Se e come ridurre il costo del personale è la domanda che ogni buon imprenditore sicuramente si pone.
E la risposta, in alcuni casi, è abbastanza semplice.

Grazie alle novità introdotte sin dal 2008 dal dl. 252/2005, infatti, un semplice fondo pensione può essere un buon alleato per l’imprenditore che vuole ridurre il costo del personale fino ad un massimo del 10% circa.

Capiamo bene come e parliamo nello specifico di Tfr (Trattamento di fine rapporto).

Il Tfr, detto anche liquidazione, rappresenta una porzione della retribuzione del dipendente differita alla cessazione del rapporto di lavoro. Insomma, è una sorta di salario calcolato annualmente, ma posticipato al momento della cessazione del lavoro.

E’ doveroso sottolineare che, per l’azienda, il Tfr rappresenta un costo del lavoro pari al 7,41% della retribuzione lorda di ogni dipendente, più ulteriori elementi che l’imprenditore potrebbe risparmiare incentivando i propri dipendenti ad aderire ad un fondo pensione.

Su cosa si risparmia

Con l’adesione al fondo pensione dei propri dipendenti l’impresa risparmierà :

  • sulla rivalutazione annuale del Tfr, in quanto la quota di Tfr destinata al fondo pensione non deve essere rivalutata annualmente dell’1,50% fisso più il 75% dell’inflazione;
  • con una deduzione fiscale dal reddito d’impresa del 4% del l’ammontare di Tfr destinato al fondo pensione (il risparmio sale al 6% per le imprese con meno di 50 dipendenti);
  • sul contributo al fondo di garanzia del Tfr, contributo pari allo 0,20% dell’ammontare del Tfr e dal quale l’impresa verrà esonerata in maniera commisurata percentualmente alla stessa percentuale di Trf destinato alla previdenza complementare;
  • sugli oneri sociali (cuaf, maternità e disoccupazione) ottenendo una riduzione massima dello 0,28% dell’ammontare del Tfr ed anche in questo caso commisurata percentualmente alla stessa percentuale di Trf destinato alla previdenza complementare.

Facciamo un esempio concreto.

Ipotizziamo di avere l’azienda Pinco Pallo Srl con 15 dipendenti ed un monte di retribuzioni lordi di 350mila euro.

Il Tfr maturato dall’azienda è di 25.935,00 euro di cui 1.750,00 da versare come contributo di solidarietà e 24.185,00 da accantonare realmente. Aderendo ad una forma di previdenza complementare l’azienda risparmierà :

  1. Fondo Garanzia (0,20% di 350mila) = 700,00 euro
  2. Rivalutazione Tfr (ipotesi allo 2,30% di 24.185,00) = 556,26 euro
  3. Deduzione Fiscale (all’aliquota del 27,50% sul 6% di 24.185,00) = 399,06 euro
  4. Riduzione Oneri Sociali (0,28% di 350mila) = 980,00 euro

per un totale di 2.635,32 euro.

L’azienda, quindi, facendo aderire i suoi dipendenti ad una forma di previdenza complementare risparmierà 2.635,32 euro complessivi, ovvero circa il 10% del Tfr maturato.

Un risparmio del 10% annuo sul costo del lavoro, moltiplicato sia per il numero dei dipendenti che per il numero di anni di accantonamento, mi pare non sia da ignorare.

Ed i dipendenti ?

Beh anche loro hanno, veicolando il Tfr al fondo pensione, un vantaggio di tipo fiscale. A questo proposito, puoi leggere e sottolineare a tutti i tuoi dipendenti il mio articolo “Sei dipendente? Anche tu puoi pagare meno tasse….” .

Azienda e lavoratori, quindi, in questo caso, possono schierarsi dalla stessa parte.

Per chiarimenti e suggerimenti su come gestire la transizione e stipulare un accordo collettivo per tutti i dipendenti della tua azienda, non esitare a contattarmi.

Sul tema puoi leggere anche :

come ridurre il costo del personale

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.

#consulentefinanziario #consulenzafinanziaria #consulentefinanziariocattolica #consulentefinanziarioriccione #consulentefinanziariorimini #consulentefinanziariogabiccemare #costodelpersonale