Pensioni, un massacro il “ricalcolo” da Aprile 2019 !

Il governo sta dando ben poco risalto alla notizia per cui, da aprile prossimo, le pensioni superiori a 1.521,00 euro lordi mensili subiranno un “ricalcolo”.

La misura riguarderà le tasche di 5,5 milioni di pensionati, durerà un triennio, ma avrà un impatto per circa 10 miliardi di euro in 10 anni, per cui, forse, è meglio capirci qualcosa in più……

Innanzitutto partiamo dall’oggetto del ricalcolo. Le pensioni, normalmente, vengono periodicamente rivalutate, ossia aumentate, in base all’inflazione del nostro Paese, ovvero all’aumento del costo della vita.

Questo, ovviamente, per garantire ai pensionati di poter comprare, nel tempo, le stesse quantità di beni con l’ammontare della loro pensione.

Ma da aprile per 5,5 milioni di pensionati non sarà più così.

La Relazione tecnica che accompagna il maxiemendamento informa che il nuovo schema riguarderà per l’esattezza il 58,60% delle pensioni vigenti. 

Per pensioni da 1.522 a 2.029 euro lordi al mese, la rivalutazione rispetto all’inflazione sarà dal 97%. La rivalutazione scende poi al salire dell’importo lordo della pensione per arrivare fino al 40% per quelle superiori a 4.569 euro (al link sotto i 7 scaglioni).

Nei prossimi mesi l’Inps chiederà addirittura il conguaglio di quanto indebitamente dato nei primi tre mesi dell’anno, periodo in cui le pensioni sono state calcolate ancora con le vecchie regole.

Stando ai calcoli della Uil…… Tenendo in considerazione anche il blocco stabilito per il 2019, un pensionato dovrà fronteggiare una perdita complessiva pari a 94,62 euro al mese, corrispondente a 1.230 euro annui, vale a dire una mensilità netta in meno ogni anno che, per effetto dei blocchi previsti, “sarà destinata a crescere fino al 2021”. Una stangata clamorosa, insomma..….”.

Domenico Proietti, segretario confederale Uil ritiene “….inaccettabile ridurre la rivalutazione delle pensioni per finanziare altre misure…..”

Cgil, in una nota, parla di mobilitazione “….per denunciare l’ipocrisia del Governo che con una mano sembrerebbe dare ma con l’altra certamente toglie……”.

Venerdì il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, intervistato a Radio24 ha detto “…..Si chiedono un po’ di sacrifici ma non molti. Quando si fa una redistribuzione del reddito, siccome non si creano soldi dal nulla, bisogna fare una scelta politica…..”.

Della serie visto che la coperta è corta, per coprire i piedi a qualcuno dobbiamo scoprire qualcun altro.

Ad ognuno la valutazione sulla legittimità di tagliare diritti a chi ha lavorato, pagato tasse e versato contributi per una vita per darli a pioggia ad altri a volte meno meritevoli……

Al riguardo si legga anche :

Inps stop alla rivalutazione delle pensioni

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