10 anni di mercati : che insegnamento trarre ?

I mercati azionari, come è loro natura fare, nell’ultimo decennio hanno vissuto crisi profonde e riprese repentine, ma hanno comunque riportato risultati importanti.

Probabilmente, vivendo in Italia, non avrai una percezione particolarmente rosea dell’ultimo decennio e la tabella sotto può aiutarti a focalizzare meglio la questione.

Nella tabella in fondo (pubblicata da risparmiamocelo.it) è riportata una simulazione di un investitore che avesse investito la cifra di 10.000 € dieci anni fa in azioni di vari Paesi.

Mi permetto di fare un breve inciso per i meno avvezzi di finanza e ricordare che le azioni mondiali non sono, come spesso vengono percepite in Italia, la peste bubbonica da evitare ad ogni costo, ma rappresentano le maggiori aziende ed il valore dell’economia globale. Economia che avrà sicuramente alti e bassi, ma che nel tempo cresce sempre.

Come si può facilmente notare dalla tabella, il miglior mercato azionario è stato quello americano trascinato dai FAANG (Facebook, Amazon, Apple, Netflix e Google).

Le peggiori scelte di investimento, invece, si sono rivelate i mercati azionari di Grecia, Portogallo, Italia e Spagna, paesi governati più da questioni politiche che da altro (non dico oltre per non fare polemica).

La terza riga, quella cerchiata, rappresenta il “mondo” finanziario, ovvero un indice composto da tutti i principali Paesi mondiali rappresentati percentualmente in base all’incidenza del loro Pil rispetto a quello mondiale.

Che insegnamenti possiamo trarre da tutto ciò ?! Allora :

  • è più ragionevole investire sull’indice mondiale piuttosto che concentrarsi su un solo Paese. Anche in piano di accumulo.
  • l’indice mondiale, che esprime la creazione degli utili di tutte le aziende quotate del pianeta, permette di investire sulla crescita economica del mondo. Questa avrà inevitabilmente alti e bassi, ma, nel tempo, consente e consentirà di catturare la crescita dell’intero globo (a meno che si ipotizzi la scomparsa del mondo finanziario moderno ed un ritorno al baratto).

Il secondo insegnamento è anche una fantastica notizia per i 20/30 enni che devono iniziare ad accumulare il prima possibile, aiutati da genitori e nonni.

Assodato tutto ciò, i risparmiatori italiani lungimiranti dovrebbero diversificare sul “mondo”, smettere di ascoltare il tg o preoccuparsi dello spread e dormire sonni sereni come investitori di lungo termine senza andare in ansia dopo un solo anno difficile ( #10yearschallenge )……

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