E’ tornato di gran moda parlarne, ma SPREAD è una brutta parola ? E perché se aumenta sono tutti preoccupati? Capiamolo assieme.

Beh innanzi tutto è una parola inglese che letteralmente significa aprire, allargare, spiegare o anche divulgare.  Viene spesso usato in canzoni o anche testi letterari.

Ad esempio R. Kelly nella bellissima “I believe i could fly” (te la consiglio se vuoi ascoltarla ) canta “i believe i can touch the sky……spread my wings and fly away….” ovvero “credo di poter toccare il cielo…..spiego le mie ali e volo via…..”.

Nel linguaggio quotidiano si usa anche dire “spread the word“, cioè spargere la voce. O anche più semplicemente “spread butter on the bread“, cioè spalmare il burro sul pane.

Quindi no, la parola spread non è brutta o negativa in se, ma piuttosto lo può diventare nell’eccezione finanziaria corrente. Capiamo meglio…..

In finanza il termine spread viene utilizzato per indicare la differenza di rendimento tra i titoli di stato italiani a 10 anni (i BTP) e gli equivalenti titoli pubblici tedeschi (i Bund).

Indica, nella sostanza, quanto il mercato ritenga più rischioso prestare i soldi all’Italia rispetto alla Germania, considerata particolarmente affidabile grazie all’eccezionale solidità della sua economia. E tanto più è alto lo spread, tanto maggiore è considerato il rischio Italia.

E perché quando aumenta tanto tutti si preoccupano ?

Perché lo Stato ha già dei debiti e si indebita per la manovra economica e paga degli interessi come se fosse un cittadino che chiede un prestito per avviare un’attività.  E lo spread rispecchia il costo del debito pubblico italiano in punti base. Cioè se la Germania su debito pubblico a 10 anni paga interessi al tasso dello 0,55%, l’Italia, con lo spread a 300 punti, paga interessi al 3,55%, cioè 0,55%+300/100%=3,55%.

Uno spread più alto vuol dire, quindi, interessi sul debito più alti.
Tornando all’esempio del nostro cittadino che ha ottenuto un prestito alla banca per avviare una attività, è come se, su un prestito di 1 milione di euro, i soli interessi da pagare alla banca passassero da 5.500,00 euro all’anno a 35.500,00 euro per i tassi più elevati. Sarebbe contento il nostro concittadino ? Io direi di no.

A questo punto possiamo immaginare l’effetto in cifre sull’ammontare ben più alto del debito pubblico italiano. C’è da gioire ?

In ultima analisi, inoltre, lo spread ci sottolinea lo stato di salute attuale e prospettico della nostra economia. Per avere un termine di paragone internazionale basta pensare che ieri lo spread Italia/Germania ha toccato i 315 punti , quello Grecia/Germania è attorno ai 395 punti, quello Marocco/Germania è attorno a 260 e quello Polonia/Germania è attorno a 274…….

Tutto chiaro ?

Per ogni dubbio, domanda o approfondimento sui riflessi che la cosa può avere sui tuoi investimenti, non esitare a contattarmi !

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