In un recente articolo apparso su “Il corriere” si torna a parlare di immobili e tasse. Certamente l’articolo non ci ricorda nulla di nuovo, visto che l’argomento è nell’aria dal 2016, ma certamente suscita ancora qualche spauracchio. Ed allora cerchiamo di capire di che si tratta.

Nella sostanza si parte da una tanto attesa riforma del catasto, riforma per cui nel Def 2016 il Governo aveva già confermato il 2018 come scadenza. Si perché tutti sanno che in Italia c’è un forte disallineamento tra valori commerciali degli immobili (quelli a cui si comprano e vendono case e uffici) e quelli catastali (quelli su cui si pagano le relative imposte). Questo disallineamento vede i secondi molto più bassi dei primi, differenza che da un doppio può arrivare, a quanto stimato da “Il Corriere”, fino a 5 volte.

Altre differenze emergerebbero, poi, passando da un sistema basato sui vani (le stanze di una abitazione) ad un sistema di calcolo sui metri quadrati. Spariranno cioè le categorie catastali come intese oggi (A2, A3 e A4) e saranno introdotte più semplicemente dalle sigle O per immobili Ordinari e S per Speciali (pubblici e commerciali).

Il sistema per il calcolo del valore degli immobili, infine, terrà conto anche dei valori OMI (Osservatorio Mercato Immobiliare) attualmente fissati sulla base delle compravendite in modo da ancorare il valore dell’immobile al prezzo di mercato.

Per capire nel concreto cosa potrebbe cambiare nelle tasche degli italiani, ricordiamo che attualmente, in fase successoria, ovvero di trasmissione di patrimoni tra generazioni, il valore degli immobili, considerato ai fini del calcolo delle eventuali imposte da pagare, è quello della rendita catastale moltiplicato per un coefficiente. In base a quanto esposto sopra, invece, il valore degli immobili verrà ancorato maggiormente al prezzo di mercato (valore molto sopra il valore catastale odierno) per cui, in fase di successione verrà conteggiato un valore più alto (dalle 2 alle 3 volte mediamente). Da ciò ne deriva che, a meno di altre modifiche, questo cambiamento nel meccanismo di calcolo dovrebbe portare a maggiori imposte di successione…….

Come sottolinea anche l’articolo citato de “Il Corriere”, nella scorsa legislatura la riforma del catasto si è arenata in dirittura d’arrivo di fronte all’evidenza che non si potrebbero applicare le aliquote attualmente in vigore senza depauperare famiglie e imprese e dare il colpo di grazia al mercato immobiliare. Ma domani ?

Il nuovo governo procederà sulle vie delle riforme ed allineamento con quanto richiesto dall’Europa o riuscirà a mantenere l’Italia nel suo storico immobilismo?

Come sempre prevenire e meglio che curare……informatevi che gli strumenti di tutela ci sono !!!

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