“Stanno cambiando pelle. E questo è bene che i risparmiatori, compresi quelli vecchio stampo, lo capiscano. Per il bene dei loro portafogli.”

Questo è il monito conclusivo di un recente articolo de “Il Sole 24 Ore”. Capiamo assieme il perché !
L’articolo sottolinea che “Investire in BTp, e più in generale in titoli di Stato, e ancora più in generale in obbligazioni, è diventato obiettivamente complicato…….negli ultimi tre decenni il rendimento medio globale dei bond è diminuito. I prezzi (che si muovono al contrario) sono saliti anno dopo anno…….Continuerà ad essere così? I rendimenti non possono più scendere dai livelli attuali e le banche centrali non acquisteranno più bond sovrani nei prossimi anni……. Di conseguenza è necessario cambiare il punto di vista che finora il risparmiatore medio ha avuto sui bond, ovvero che sono un porto sicuro, che si possono sempre rivendere (tanto il prezzo sale) e che sono esenti da rischi……..
I rendimenti di un bond riflettono principalmente tre elementi: 1) il livello di rischiosità di rimborso legato alla solvibilità della società o del Paese che ha emesso il titolo di debito: 2) la durata (tendenzialmente più è lontana la scadenza maggiore è il rischio potenziale e quindi più alto è il rendimento; 3) aspettative future di inflazione (il rendimento nominale di un bond non indicizzato all’inflazione tende a incorporare le aspettative future sull’andamento dell’inflazione). È sostanzialmente la somma di queste tre variabili a determinare i prezzi di un bond……”
Da quanto appena sottolineato, quindi, appare evidente che anche con un Btp si possono correre dei rischi. L’aritcolo, infatti, ci porta un esempio palese: “……La realtà è che con i titoli di Stato, nello scenario attuale, ci si può scottare. Eccome. Ne sa qualcosa chi ha acquistato il nuovo BTp a 50 anni lo scorso ottobre. Il prezzo è passato da 99 a 82. Venderlo oggi equivarrebbe ad accettare una perdita sul capitale investito di oltre il 17%, accumulata in sei mesi. Questo esempio – estendibile ad altri bond di tanti altri Paesi – ci fa capire che i titoli di Stato sono oggi diventati uno strumento estremamente rischioso (soprattutto sulle scadenze lunghe) e che possono scottare i risparmiatori che dovessero decidere di venderli prima della scadenza naturale…….
……In ogni caso sembrano aver perso le caratteristiche del passato (basso rischio ed elevata liquidabilità anche molto prima della scadenza naturale). I bond stanno cambiando pelle. E questo è bene che i risparmiatori, compresi quelli vecchio stampo, lo capiscano. Per il bene dei loro portafogli.”
Quindi, cari risparmiatori, attenzione ai rischi che non vedete !!
Articolo completo de “Il Sole 24 Ore” al link “I BTP hanno cambiato pelle

Titoli di Stato
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